giovedì 17 marzo 2011

domenica 27 febbraio 2011

Riflessioni d'inverno

D'inverno il marinaio guarda il mare. Se è in tempesta è ancor più bello. Lancia lo sguardo oltre l'orizzonte e pensa. Pensa a quando riprenderà il largo per nuove mete e nuove avventure. Ed in quel momento si sente libero, come quando cavalca le onde e mette a punto le vele. Quando scruta il cielo per definire la propria posizione e verificare la rotta. La libertà. Quella meravigliosa condizione metale, grazie alla quale il marinaio acquista forza e consapevolezza del suo essere e del mondo che lo circonda, imparando ad amarlo e rispettarlo.

sabato 12 febbraio 2011

Assicurazioni .... simpatiche

Oggi voglio raccontarvi di una cosa che mi è accaduta e di cui ancora rido.
Ho stipulato una polizza assicurativa per proteggere me e la mia famiglia da eventuali danni arrecati a terzi da noi o da mezzi/oggetti di nostra proprietà. ... Non si sà mai.
Leggendo i dettagli del contratto ho scoperto di essere assicurato anche per la navigazione da diporto in internet! Avete letto bene. Nel contratto c'è scritto proprio: "navigazione da diporto in internet".
Probabilmente sono io che sono un po' vecchio e non riesco a capire, ma come faccio a navigare in internet per diporto? Scherzi delle nuove tecnologie!!!!

sabato 22 gennaio 2011

Una bella frase

Ho letto una frase che mi è piaciuta molto e voglio riproporvela.

"... a differenza di quelle affrontate nella vita quotidiana, la burrasca presa in mare lascia un senso di appagamento e di completezza ...".

Fermiamoci un momento a riflettere.

Buon vento.


Tratto dall'articolo di un lettore di una rivista di settore. Lo ringrazio per lo spunto di riflessione.

sabato 1 gennaio 2011

AUGURI

Auguri per un 2011 a "gonfie vele" a tutti gli appassionati del mare e della natura.
Buon vento!

domenica 10 ottobre 2010

Il 50° Salone Nautico Internazionale di Genova

Quest'anno non sono andato.
Dopo anni di frequenza, quest'anno ho fatto la mia piccola protesta.
Perche?
In Italia ci sono tantissimi appassionati di mare, che insistono e perseverano a voler fare le roprie agognate vacanze con i loro gusci di noce e, puntualmente, si trovano a dover fronteggiare terribili incubi.
Il primo incubo è il posto barca. Occorre darsi da fare già a partire da gennaio per rimadiare qualcosa ad agosto, ma ora i marina si sono fatti più furbi e tengono i velisti in stand-by fino all'ultimo, cercando di riempire tutti i posti disponibili con magnifici ferri da stiro dai 10 metri in su. La causa è la propensione alla spesa dei facoltosi possessori di tali imbarcazioni i quali, anzi che navigare, preferiscono affolare i negozi ed i ristoranti dei marina.
Trovato il posto barca si va per mare. Si cerca la caletta dove fermarsi per godere dell'aria, del panorama e del dolce sciabordio dello onde e cosa succede? Nella migliore delle ipotesi ti prepari ad affrontare burrasche alla fonda, con onde che si sollevano agli innumerevoli passaggi (a pelo) di potenti motoscafi e gommoni, che cercano il loro posto ad una velocità media di 20 Kn! Se non ti trovi in queste condizioni vuol dire che il posto che hai scelto è riservato a qualche personalità importante, allora rischi di vederti cacciar via da qualche motovedetta di servizio e, magari, ci rimedi pure un bel verbale!
Che fine ha fatto la marineria italiana? Siamo ancora il paese delle repubbliche marinare? Perchè il 10% dei posti riservati al transito in Italia è una pura chimera?
Io non lo so, ma leggendo le riviste di settore vedo tante persone enormemente seccate, come me, di come vanno le cose nel nostro amato paese e, a malincuore, portano i loro gusci in atri paesi, nella speranza di ritrovare quello che qui abiamo ormai irrimediabilente perso.
Buon vento!

martedì 20 luglio 2010

Manovre in porto


Uno dei passatempi preferiti dai marinai quando sono fermi in porto è oziare nel pozzetto guardandosi intorno. Si imparano molte cose e, spesso, ci si diverte.
Intanto si distinguono chiaramente gli armatori dai charteristi. I primi si presentano normalmente in banchina con un paio di buste di cambusa ed un paio di sacche con la biancheria necessaria per il soggiorno in mare. I secondi si presentano con bauli pieni di ogni cosa, trolley rigidi e casse di birra. In genere il ruolo di skipper è affidato al componente dell'equipaggio con maggiore esperienza e, se la realtà corrisponde a quanto noto ai propri compagni, generalmente è l'unico con una piccola sacca sulle spalle e nient'altro da imbarcare. A questo poveretto è affidato il compito di trovare lo spazio necessario nei gavoni, per lo stivaggio di tutto il materiale portato dagli altri componenti l'equipaggio (più di metà del quale rimarrà inutilizzato).
I momenti migliori per il nostro marinaio osservatore nel pozzetto sono la partenza ed il rientro delle imbarcazioni. Se ne vedono di tutti i colori. Analizziamo allora cosa si dovrebbe fare per lasciare l'ormeggio e per tornarvi in tutta tranquillità, riferendoci ad un'imbarcazione a vela.
Per prima cosa bisogna conoscere l'effetto evolutivo dell'elica, ovvero la tendenza a spostarsi lateralmente della poppa quando si avvia la marcia avanti o indietro. Naturalmente se l'elica è destrorsa a marcia avanti (ovvero tendenza della poppa a spostarsi verso destra), l'effetto in retromarcia sarà opposto.
Per seconda cosa si deve osservare la direzione di provenienza del vento rispetto alla posizione dell'ormeggio e la sua forza. La prua tenderà infatti ad abbattere sottovento quando libera e la velocità di abbattimento sarà direttamente proporzionale alla forza del vento.
Siamo al momento della partenza. Un membro dell'equipaggio va a prua, uno rimane a poppa e lo skipper coordina le operazioni stando al timone. Se a prua la barca è tenuta con un baffo, il prodiere deve mollare la cima secondaria mentre il poppiere molla la cima di poppa sottovento. A questo punto il prodiere toglie dalla galloccia la cima di prua principale (quella che viene su per prima quando si recupera la cimetta del corpo morto) e la tiene saldamente in mano, attendendo l'ordine dello skipper. Il poppiere toglie dalla galloccia la cima di poppa sopravvento e, mentre lo skipper ingrana la marcia avanti, la molla e recupera (o lancia in banchina). Al procedere in avanti dell'imbarcazione il prodiere aiuta la manovra di uscita recuperando leggermente la cima del corpo morto. Lo skipper comanda di mollare la cima di prua ed il prodiere, a cosa fatta, risponde: “libero!”. Ora la barca è nelle mani dello skipper, che procederà adagio in avanti fino a quando la poppa non sarà completamente libera. In questa fase dovrà tener conto dell'effetto evolutivo dell'elica e della provenienza e forza del vento, per poi virare verso l'uscita dal porto.
Ricordare sempre che la velocità massima consentita all'interno dei porti è di 3 kn.
Trascorso il periodo di permanenza in mare si rientra. Durante il tragitto tra l'ingresso del porto e la banchina di ormeggio si sitemano i parabordi ed il prodiere ed il poppiere prendono posizione. Il prodiere sarà per il momento a poppa, armato di mezzo marinaio. Giunti in prossimità della banchina lo skipper inizia la manovra di ingresso a marcia indietro. In questa fase deve tener conto dell'abbrivio della barca, dell'effetto evolutivo dell'elica e della provenienza e forza del vento. Quando la poppa inizia a scorrere tra le imbarcazioni vicine, i membri dell'equipaggio non impegnati nella manovra di ormeggio aiutano a controllare che la barca si mantenga alla giusta distanza da queste. A circa 1,5 metri dalla banchina lo skipper ferma la barca mentre il prodiere, con il mezzo marinaio, prende la cimetta del corpo morto e la porta rapidemente a prua per il recupero del baffo. Nel contempo il poppiere recupera la cima sopravvento e provvede a fissarla alla galloccia. Lo skipper coordina le operazioni aiutandosi con piccoli colpetti di motore, avanti e/o indietro, secondo l'occorrenza. Fissato il baffo e la cima di poppa sopravvento si prende la cima di poppa sottovento e si fissa alla relativa galloccia. Non rimane che affinare la tensione delle cime, ottimizzare la distanza della poppa dalla banchina e l'ormeggio è fatto.
Ricordare che in presenza di vento sostenuto è determinante la velocità del prodiere nel recuperare e fissare la cima di prua .... a meno che non si abbia l'elica di prua o si sia ben bloccati tra le imbarcazioni vicine.
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