Joe Falco, il fido Nostromo del Comandante Joe Jack, solcava i mari con il mercantile "Pazienza" e usava volare maestoso sul ponte della nave per controllare il carico e gli uomini al lavoro.
Il Comandante Joe Jack passava molto tempo a scrutare il volo di Joe Falco. Era il suo passatempo preferito. Lo aiutava a rilassarsi ed abbandonare per un pò il peso di tutte le responsabilità che si portava dietro.
Un giorno Joe Falco, durante uno scalo, conobbe Cocca Bella, una gallina di facili costumi, con la quale ebbe una relazione.
Quando il mercantile "Pazienza" partì per la sua nuova destinazione, Joe Falco era come sempre sul ponte e Cocca Bella era sul molo a salutarlo.
Passò del tempo e Cocca Bella diede alla luce un pulcino, che chiamò Will, figlio della relazione con Joe Falco.
Cocca Bella era ambiziosa e voleva il massimo per il suo Will. Lo crebbe convincendolo che un giorno avrebbe volato alto e possente come un Falco. Cocca Bella non parlò mai a Will di suo padre, perchè riteneva che Will fosse migliore e non ne avesse bisogno. Così come non cercò mai di dire a Joe Falco che aveva un figlio, perchè riteneva Will una sua proprietà esclusiva.
Col passare degli anni Will diventava un bel galletto, spavaldo ed arrogante. Si sentiva il padrone del mondo. Sua madre continuava a complimentarsi con lui e, più lo lodava, più Will si gasava. Si sentiva un vero falco lui, non un semplice galletto come gli amici che frequentava.
Un bel giorno Will fu pronto per iniziare a lavorare e, tronfio delle lusinghe di Cocca Bella, decise di imbarcarsi su un mercantile per diventare Nostromo.
In porto era arrivato il mercantile “Pazienza” e si vociferava che il suo comandante fosse in cerca di giovani apprendisti per dare una mano al suo vecchio Nostromo.
Will si presentò a rapporto. Disse di saper volare come un falco e che voleva lavorare su quella nave. Quello doveva essere il suo posto.
Joe Jack era irritato dall'arroganza di Will ma in vita sua non si era mai fermato alle apparenze e decise di dargli una chance.
"Pazienza" salpò e Will fu chiamato sul ponte per conoscere Joe Falco, il Nostromo al quale avrebbe dato una mano. Will lo squadrò, lo guardò con sufficienza e tra se e se pensò: "sarà una passeggiata, questo vecchio babbione non riuscirà a starmi dietro ed il suo posto sarà mio".
Ma Will non era consapevole dei pericoli della navigazione, né tantomeno sapeva volare come diceva. Aveva doti e capacità, ma non riusciva ad esprimerli, accecato dall’arroganza com’era.
Decise di dare una dimostrazione della sua superiorità. Avrebbe fatto vedere a quel vecchio falco come sapeva volare lui. Salì sull'albero maestro e fece un balzo per spiccare il volo.
Aprì le sue ali e cominciò a batterle più forte che poteva, ma non succedeva niente, continuava a cadere. Per un attimo gli tornarono alla mente le parole di Cocca Bella. Gli diceva sempre che un giorno avrebbe volato alto e possente come un falco, ma solo ora si rendeva conto della realtà. Era un galletto e non aveva mai provato a volare prima. Le sue ali non erano adatte.
Cadde giù inesorabilmente. Un tonfo sordo ai piedi del Comandante Joe Jack, che, con lo sguardo triste ed una smorfia di dolore sul viso, chiamò la ciurma e gli chiese di raccoglierlo da terra e portarlo in infermeria.
Quel giovane, arrogante galletto avrebbe potuto essere un bravo Nostromo, ma non avrebbe mai potuto volare. Doveva solo ascoltare con umiltà quanto Joe Falco poteva insegnargli, seguire la parte buona della sua indole, senza soccombere alla comodità delle sterili lusinghe.
Joe Falco spiccò il volo. Doveva cercare ancora il giovane adatto da addestrare ed a cui lasciare finalmente il suo posto.
Il Comandante Joe Jack sentì una goccia cadere. Alzò gli occhi al cielo. C’era solo Joe Falco che volava maestoso in un cielo terso.
Uno spazio dedicato a chi ama il mare, la natura, la vela, la subacquea .... e tutto ciò che non è pura e sterile quotidiana monotonia
martedì 21 aprile 2009
lunedì 6 aprile 2009
Solidarietà
Normalmente parliamo di cose belle, mare, natura, cucina... Ma oggi non si può non pensare a quello che è successo in Abruzzo.
Mio padre era abruzzese. Mia madre è abruzzese. Quasi tutti i miei parenti sono abruzzesi.
I luoghi che ora vediamo devastati sono quelli dove ho trascorso la mia infanzia e gran parte della mia adolescenza.
Questa notte giovani, anziani, bambini sono rimasti senza casa, per non parlare di chi ha perso la vita. Che Dio li accolga in pace.
Il gran cuore del popolo italiano ha messo in moto la macchina della solidarietà. Tutta Italia si è mobilitata per dare una mano ai propri fratelli. In questi momenti tragici viene fuori il meglio di noi. Non esiste destra e sinistra, nero e bianco. C'è solo un grande popolo, di cui sentirsi orgogliosamente parte.
Ma c'è un dettaglio che continua a tornarmi in mente, senza tregua. Qualcuno aveva predetto la catastrofe ed è stato deriso. La scienza ufficiale, i baroni, i professori, dicono che ciò che è sucesso era imprevedibile, ma rimane il fatto che qualcuno aveva comunque previsto qualcosa di tragico e non è stato ascoltato.
Come mai un popolo capace di tanta generosità ed altruismo, di tanta solidarietà, ha ancora pregiudizi e mancanza assoluta di umiltà nei confronti di possibili nuove teorie che non vengano partorite dal mondo scientifico convenzionale?
Qualsiasi cosa possa essere utile a salvare delle vite umane dovrebbe essere presa in considerazione, anche se si tratta di teorie non convenzionali e all'apparenza "bizzarre". ... Del resto qualche centinaio di anni fa qualcuno fu ucciso per aver affermato che la terra ruotava intorno al sole.
SOLIDARIETA'AI FRATELLI ABRUZZESI.
Mio padre era abruzzese. Mia madre è abruzzese. Quasi tutti i miei parenti sono abruzzesi.
I luoghi che ora vediamo devastati sono quelli dove ho trascorso la mia infanzia e gran parte della mia adolescenza.
Questa notte giovani, anziani, bambini sono rimasti senza casa, per non parlare di chi ha perso la vita. Che Dio li accolga in pace.
Il gran cuore del popolo italiano ha messo in moto la macchina della solidarietà. Tutta Italia si è mobilitata per dare una mano ai propri fratelli. In questi momenti tragici viene fuori il meglio di noi. Non esiste destra e sinistra, nero e bianco. C'è solo un grande popolo, di cui sentirsi orgogliosamente parte.
Ma c'è un dettaglio che continua a tornarmi in mente, senza tregua. Qualcuno aveva predetto la catastrofe ed è stato deriso. La scienza ufficiale, i baroni, i professori, dicono che ciò che è sucesso era imprevedibile, ma rimane il fatto che qualcuno aveva comunque previsto qualcosa di tragico e non è stato ascoltato.
Come mai un popolo capace di tanta generosità ed altruismo, di tanta solidarietà, ha ancora pregiudizi e mancanza assoluta di umiltà nei confronti di possibili nuove teorie che non vengano partorite dal mondo scientifico convenzionale?
Qualsiasi cosa possa essere utile a salvare delle vite umane dovrebbe essere presa in considerazione, anche se si tratta di teorie non convenzionali e all'apparenza "bizzarre". ... Del resto qualche centinaio di anni fa qualcuno fu ucciso per aver affermato che la terra ruotava intorno al sole.
SOLIDARIETA'AI FRATELLI ABRUZZESI.
domenica 29 marzo 2009
Un giorno di pioggia: tempo di gamberi e zucchine

Oggi non possiamo andare al mare. Fuori piove e abbiamo tante cose da fare in casa. Allora attiviamo la fantasia e facciamoci aiutare dai profumi e dai sapori del mare.
Vediamo un po’cosa c’è nel frigo. Un cartoccio di gamberi freschi, una bottiglia di vino bianco, una zucchina, dei pomodori, una cipolla, …. nel freezer ci sono anche dei piselli e nella dispensa un pacco di trenette. Bene! Mi sembra ci sia tutto l’occorrente per un bel piatto di linguine al ragù di verdure con gamberi.
Diamoci da fare.
Prendiamo i gamberi, sgusciamoli e togliamo le teste. Una sciacquata e li teniamo da parte. Tagliamo la cipolla e mettiamola a soffriggere in una padella con coperchio.
Mentre la cipolla si imbiondisce tagliamo la zucchina ed il pomodoro a pezzettini. Quando la cipolla è imbiondita aggiungiamo le verdure tagliate, i gamberi ed i piselli, sale e pepe a piacere, copriamo il tutto e lasciamo cuocere per circa 15 minuti.
Intanto versiamo le trenette nell’acqua bollente.
Diamo una controllata al contenuto della padella, spruzziamo un pò di vino bianco e lasciamo per altri cinque minuti.
Bene. Scoliamo la pasta e versiamola nella padella con il ragù di verdure e gamberi. Saltiamo il tutto e versiamo in una spaghettiera. … Il pranzo è servito. Buon appetito.
sabato 21 marzo 2009
Aria di primavera
Sabato. Una bella mattinata di sole. Niente impegni particolari e tanta voglia di andare al mare.
Sbrigo in fretta un paio di cosette e via ... tutti al porto.
Lungo la via passo dal solito pescatore di fiducia, dò una sbirciatina. Bè, un certo languorino c'è e sul bancone ci sono delle vongole veraci strepitose.
Ci penso un attimo ed è cosa fatta. Esco dalla bottega del pescatore, entro nel piccolo alimentari di fianco e prendo una bottiglia di vino bianco e mezzo chilo di spaghetti. Mi guardo intorno in cerca degli ingredenti mancanti . Eccoli, un piccolo angolo con della verdura. Prendo una testa d'aglio, un mazzetto di prezemolo, ed una bottiglia d'acqua.
Riprendiamo il breve viaggio verso il porto e, in un attimo siamo davanti alla barca. Saliamo, apriamo il tambuccio e predisponiamo quanto abbiamo comprato nella zona cucina.
Un pò di organizzazione. Io penso al pranzo. Mamma e piccolina pensano alla tavola.
Metto l'acqua a bollire e nel frattempo preparo le vongole.
Metto dell'olio in una padella con un coperchio e faccio imbiondire l'aglio. Poi verso le vongole e copro il tutto. Ogni tanto controllo e, quando tutte le vongole sono aperte innaffio con mezzo bicchiere di vino che faccio concentrare quanto basta. Aggiungo il prezzemolo a guarnizione e voilat. Le vongole sono pronte .... che profumino! Non resisto, ne provo una.
Intanto gli spaghetti che avevo versato nell'acqua bollente sono cotti, al dente. Li scolo e li verso in una spasa bella larga. Verso anche le vongole e rimescolo il tutto. Ancora un pò di prezzemolo fresco a guarnizione. Ci siamo!
Salgo in coperta dove le mie donne hanno imbandito una bellissima tavola.
Siamo al sole, respiriamo aria di mare e mangiamo un ottimo piatto di spaghetti alle vongole, accompagnato da vino bianco ghiacciato (il frigo è una bomba!). Che vogliamo di più dalla vita!
... Spero di avervi fatto venire appetito e voglia di mare. Buon pranzo a tutti.
Sbrigo in fretta un paio di cosette e via ... tutti al porto.
Lungo la via passo dal solito pescatore di fiducia, dò una sbirciatina. Bè, un certo languorino c'è e sul bancone ci sono delle vongole veraci strepitose.
Ci penso un attimo ed è cosa fatta. Esco dalla bottega del pescatore, entro nel piccolo alimentari di fianco e prendo una bottiglia di vino bianco e mezzo chilo di spaghetti. Mi guardo intorno in cerca degli ingredenti mancanti . Eccoli, un piccolo angolo con della verdura. Prendo una testa d'aglio, un mazzetto di prezemolo, ed una bottiglia d'acqua.
Riprendiamo il breve viaggio verso il porto e, in un attimo siamo davanti alla barca. Saliamo, apriamo il tambuccio e predisponiamo quanto abbiamo comprato nella zona cucina.
Un pò di organizzazione. Io penso al pranzo. Mamma e piccolina pensano alla tavola.
Metto l'acqua a bollire e nel frattempo preparo le vongole.
Metto dell'olio in una padella con un coperchio e faccio imbiondire l'aglio. Poi verso le vongole e copro il tutto. Ogni tanto controllo e, quando tutte le vongole sono aperte innaffio con mezzo bicchiere di vino che faccio concentrare quanto basta. Aggiungo il prezzemolo a guarnizione e voilat. Le vongole sono pronte .... che profumino! Non resisto, ne provo una.
Intanto gli spaghetti che avevo versato nell'acqua bollente sono cotti, al dente. Li scolo e li verso in una spasa bella larga. Verso anche le vongole e rimescolo il tutto. Ancora un pò di prezzemolo fresco a guarnizione. Ci siamo!
Salgo in coperta dove le mie donne hanno imbandito una bellissima tavola.
Siamo al sole, respiriamo aria di mare e mangiamo un ottimo piatto di spaghetti alle vongole, accompagnato da vino bianco ghiacciato (il frigo è una bomba!). Che vogliamo di più dalla vita!
... Spero di avervi fatto venire appetito e voglia di mare. Buon pranzo a tutti.
sabato 14 marzo 2009
Una giornata storta
Da più di un mese pregustavo la gioia di rivedere amici di vecchia data in un'occasione particolare, organizzata appositamente per ricordare i bei tempi andati, con un pizzico di nostalgia, ma con la gioia di sempre.
Mogli, mariti, figli, giochi, buona tavola ....
Arriva il venerdì della partenza, biglietti pronti, bagagli pure e cosa succede? La fortuna e cieca, ma la sfiga ci vede benissimo. La piccola Elisa non ha avuto un colpo di tosse per tutto l'inverno, è passata indenne a ben 5 nevicate ed ora? Senza preavviso: tosse, catarro, naso otturato e 38 di febbre. Sembra una micetta bastonata. Fa tanta tenerezza che ho solo voglia di abbracciarla e tenermela stretta finchè non si sentirà meglio.
Cambiamo i biglietti e, vai di tachipirina e mucolitico.
La notte trascorre tra lamenti, mugolii e tosse, tosse, tosse. Ma quando passa? Bhe, forse dobbiamo avere un pò di pazienza. Avrà bisogno di qualche giorno. Intanto me l'abbraccio e la coccolo per tirarla un pò su.
Sabato mattina ancora 38 di febbre. Altra tachipirina.
Passa il tempo, la tachipirina fa effetto. La febbre scende, la tosse dà un pò di tregua e la mia micetta riesce a distrarsi ed a giocare un pochino.
Ne approfitto per pensare ai miei amici, ora saranno in macchina per raggiungere il luogo dell'evento. Con la mente ed il cuore sono con loro. Tutto il resto è piantato qua, a seicento chilometri di distanza.
Intanto il mio piccolo tesoro si è addormantato. Una carezza, un bacio sulla fronte.
Buona giornata a tutti.
Mogli, mariti, figli, giochi, buona tavola ....
Arriva il venerdì della partenza, biglietti pronti, bagagli pure e cosa succede? La fortuna e cieca, ma la sfiga ci vede benissimo. La piccola Elisa non ha avuto un colpo di tosse per tutto l'inverno, è passata indenne a ben 5 nevicate ed ora? Senza preavviso: tosse, catarro, naso otturato e 38 di febbre. Sembra una micetta bastonata. Fa tanta tenerezza che ho solo voglia di abbracciarla e tenermela stretta finchè non si sentirà meglio.
Cambiamo i biglietti e, vai di tachipirina e mucolitico.
La notte trascorre tra lamenti, mugolii e tosse, tosse, tosse. Ma quando passa? Bhe, forse dobbiamo avere un pò di pazienza. Avrà bisogno di qualche giorno. Intanto me l'abbraccio e la coccolo per tirarla un pò su.
Sabato mattina ancora 38 di febbre. Altra tachipirina.
Passa il tempo, la tachipirina fa effetto. La febbre scende, la tosse dà un pò di tregua e la mia micetta riesce a distrarsi ed a giocare un pochino.
Ne approfitto per pensare ai miei amici, ora saranno in macchina per raggiungere il luogo dell'evento. Con la mente ed il cuore sono con loro. Tutto il resto è piantato qua, a seicento chilometri di distanza.
Intanto il mio piccolo tesoro si è addormantato. Una carezza, un bacio sulla fronte.
Buona giornata a tutti.
sabato 7 marzo 2009
Il bravo Comandante
Il bravo comandante conosce il porto di destinazione e calcola la rotta migliore per raggiungerlo. Considera il carico, le caratteristiche dell’equipaggio, le condizioni del mare e del tempo. Si informa sulle correnti ed i venti prevalenti e valuta attentamente tutti i possibili imprevisti.
Il bravo comandante è sempre vigile ed attento all’ambiente che lo circonda.
Il bravo comandante rispetta la natura e ne teme la forza.
Il bravo comandante riflette prima di impartire ordini e calcola tutte le conseguenze che questi possono generare. Gli ordini sono brevi e precisi e mai contraddetti.
Il bravo comandante è un esempio per i propri uomini, che lo stimano ed amano per le sue doti.
Il bravo comandante può essere burbero, ma non è mai arrogante.
Il bravo comandante è sempre vigile ed attento all’ambiente che lo circonda.
Il bravo comandante rispetta la natura e ne teme la forza.
Il bravo comandante riflette prima di impartire ordini e calcola tutte le conseguenze che questi possono generare. Gli ordini sono brevi e precisi e mai contraddetti.
Il bravo comandante è un esempio per i propri uomini, che lo stimano ed amano per le sue doti.
Il bravo comandante può essere burbero, ma non è mai arrogante.
giovedì 5 marzo 2009
Cernia al forno con patatine
Siamo all'ancora in rada, a riva c'è la barchetta di un pescatore e della gente radunata intorno. Incuriositi prendiamo il tender e scendiamo a terra a dere un'occhiata. ... Meraviglia!!! Tra le cassette messe in bella mostra sul paiolato spicca una bella cernia, piccolina, ma dall'aspetto appetitoso. Il pescatore è gentile e si offre di pulirla e tagliarla a filetti. ... Affare fatto, e dopo 10 minuti siamo di nuovo in barca con il prezioso pacchetto tra le mani. Scendiamo sotto coperta ed accendiamo subito il forno per portarlo alla temperatura di 220°C. Intanto prepariamo una pirofila, ungiamo uniformemente il fondo e vi posiamo i filetti di cernia. Un pizzico di sale e pepe, poi prendiamo due patate di medie dimensioni e le tagliamo a dadini, ponendole a copertura dei filetti . Tagliamo infine un pomodoro a fette rotonde, che mettiamo sopra le patate. Una manciata di pressemolo ed erba cipollina, ancora un pizzico di sale e ... il forno è caldo! Inseriamo la pirofila e aggiustiamo il timer a 25 minuti, poi apriamo una bella bottiglia di bianco, appena uscita dal pozzetto frigo, ci riempiamo un bicchiere e saliamo in coperta a gustarci la brezza salmastra ed il sole, mentre aspettiamo che il pranzo sia pronto.
Dopo circa 15 minuti andiamo a dare un'occhiata e ne approfittiamo per spruzzare un pò di vino bianco sopra le patatine. Attendiamo ancora 10-15 minuti e ... il pranzo è servito!
Iscriviti a:
Post (Atom)