lunedì 22 giugno 2009

Un giorno diverso

Una giornata all’aria aperta ed in allegria con la famiglia e gli amici.
La 21° Pinnata dell’Adda è stata l’occasione per incontrare vecchi e nuovi amici, in una splendida cornice naturale.
L’evento sportivo è serio e gli atleti del nuoto pinnato si concentrano per la gara. Ma per chi vuole “seriamente” divertirsi esistono premi per il gruppo più numeroso, per la miglior coreografia, per l’ultimo arrivato e,… insomma, quasi tutti i partecipanti alla fine rimediano un premio.
Il mitico gruppo dell’Alta Marea quest’anno ha imbandito una tavola galleggiante. Un surf? Ma no! Una vera e propria trattoria dal nome esplicativo: “La tavola umida”. Tovaglie, piatti, posate, bicchieri, un menù di tutto rispetto e, soprattutto, tanto buon vino. Non mancavano i camerieri ed il cuoco.
Anche i due battelli di servizio, pieni di derrate alimentari, hanno fatto egregiamente il loro mestiere, giungendo vuoti al traguardo.
Mentre i nostri scendevano trasportati dalla corrente, mangiando, bevendo ed intonando cori degni del miglior reggimento Alpini, le famiglie e gli amici “terrestri” li seguivano a bordo fiume, a piedi o in bicicletta.
Come è finita? Due coppe vinte: miglior coreografia (assolutamente meritata) e secondo gruppo più numeroso. E poi tutti al ristorante a festeggiare.
Per il prossimo anno si tenta il record del gruppo più numeroso.

domenica 31 maggio 2009

Fusilli pomodoro e gamberi

Era un pò che non si parlava di cucina, così eccovi una nuova ricetta, anche questa sperimentata, tanto veloce quanto gustosa.
Per due persone servono 200g di fusilli, due pomodori maturi, 6 gamgeri (grandi) e mezzo bicchiere di vino bianco.
Mettete a bollire l'acqua in una pentola e, nel frattempo, tagliate a dadini i pomodori e poneteli in una padella con olio, sale, ed una manciata di erba cipollina. Aggiungete i gamberi, ben lavati, e mettete a cuocere a fuoco lento.
L'acqua bolle. Versate i fusilli.
Qualche minuto prima che la pasta sia cotta scoperchiate il sugo e versate il vino.
Scolate la pasta e versatela nella padella col sugo. Fate saltare il tutto e ... il gioco è fatto.
Servite in tavola e buon appetito.

domenica 24 maggio 2009

Il Porto

La mattina il porto si sveglia come una piccola città.
La luce tiepida e l'aria salmastra augurano una buona giornata.
Il bar è già aperto. Qualcuno scende dalla barca ed entra a fare colazione. Qualcun altro preferisce godersi il risveglio dal pozzetto, sotto il tendalino, gustando un caffè appena uscito dalla Moka.
In lontananza si odono i primi rumori del cantiere.
Aprono i negozzi; inizia il passeggio.
I Charter e le barche scuola fanno gli appelli e si preparano a salpare.
Si alza la brezza, le vele escono ed iniziano a bordeggiare, mentre qualcuno scalda i motori.
La piccola città è sveglia!

domenica 3 maggio 2009

Ricominciamo ad immergerci


L’ultima immersione nel log book datava 15/08/07. Quasi due anni senza mettere la testa sott’acqua. Il 2 maggio del 2009 si riparte!
Il giorno prima si prova tutta l’attrezzatura. Giro come un folle per casa con la muta stagna addosso. Anna mi prende in giro … anche su Facebook, ma sono talmente emozionato...
Il Jacket è un po’ stretto ma va ancora bene. Gli erogatori li ho fatti controllare dal mitico Paolino. Tutto a posto. Sono pronto per domani.
Sveglia alle 7.15. Colazione veloce, prendo la borsa ed esco per recarmi all’appuntamento con Walter.
Pronti via, verso Loano, dove ci attende la Gallinara.
Arriviamo in porto alle 11.00 circa. Un po’ di traffico ci ha rallentato, ma ora siamo al diving. Ci vestiamo, montiamo l’attrezzatura e la carichiamo sull’ape che la porta alla barca. Un veloce breafing, ci contiamo; siamo tutti. Possiamo partire.
Dopo poco più di 30 minuti abbiamo raggiunto il versante ovest dell’isola. Gettiamo l’ancora, indossiamo il Jacket, i pesi, le pinne, controlliamo il compagno e ci tuffiamo in acqua.
Raduno a poppa della barca. Tutto ok! Iniziamo la discesa nel blu.
Tocchiamo il fondale a circa 10 metri di profondità. La visibilità è discreta. Ci dirigiamo verso la parete, che teniamo alla nostra destra. Piano, piano scendiamo sbirciando qua e la tra le fessure della roccia, piena di gorgonie. A 27 metri troviamo una grotta dove vivono un gronco ed una cernia. Sono li entrambi e non sembrano troppo seccati dalla nostra presenza.
Ci allontaniamo dalla grotta. Un controllo alla strumentazione. La temperatura dell’acqua è di 14 gradi Centigradi. Il tempo di immersione è ora di 25 minuti. Il manometro segna 130 bar ed il computer dà 8 minuti ancora in curva. Iniziamo a risalire.
Raggiungo i 100 bar quando siamo a 16 metri, ormai con la parete alla nostra sinistra. Ai piedi di una roccia c’è qualcosa di simile ad un tubo. La guida mi fa cenno di scattare una foto. Dentro il tubo vive un gronco, tutto rannicchiato ed al sicuro.
Sono passati 45 minuti da quando siamo entrati in acqua. Ormai abbiamo raggiunto la barca ed iniziamo la risalita. Sosta di sicurezza e siamo fuori.
Saliamo in barca, ci togliamo i pesi, le pinne, l’attrezzatura e prendiamo posto.
Motore acceso. Si salpa l’ancora e partiamo con rotta verso il porto.
Una splendida giornata, ideale per riprendere ad andare sott’acqua.
Grazie Walter, grazie Paolo. E intanto mi preparo alla prossima immersione.

martedì 21 aprile 2009

Joe Falco

Joe Falco, il fido Nostromo del Comandante Joe Jack, solcava i mari con il mercantile "Pazienza" e usava volare maestoso sul ponte della nave per controllare il carico e gli uomini al lavoro.
Il Comandante Joe Jack passava molto tempo a scrutare il volo di Joe Falco. Era il suo passatempo preferito. Lo aiutava a rilassarsi ed abbandonare per un pò il peso di tutte le responsabilità che si portava dietro.
Un giorno Joe Falco, durante uno scalo, conobbe Cocca Bella, una gallina di facili costumi, con la quale ebbe una relazione.
Quando il mercantile "Pazienza" partì per la sua nuova destinazione, Joe Falco era come sempre sul ponte e Cocca Bella era sul molo a salutarlo.
Passò del tempo e Cocca Bella diede alla luce un pulcino, che chiamò Will, figlio della relazione con Joe Falco.
Cocca Bella era ambiziosa e voleva il massimo per il suo Will. Lo crebbe convincendolo che un giorno avrebbe volato alto e possente come un Falco. Cocca Bella non parlò mai a Will di suo padre, perchè riteneva che Will fosse migliore e non ne avesse bisogno. Così come non cercò mai di dire a Joe Falco che aveva un figlio, perchè riteneva Will una sua proprietà esclusiva.
Col passare degli anni Will diventava un bel galletto, spavaldo ed arrogante. Si sentiva il padrone del mondo. Sua madre continuava a complimentarsi con lui e, più lo lodava, più Will si gasava. Si sentiva un vero falco lui, non un semplice galletto come gli amici che frequentava.
Un bel giorno Will fu pronto per iniziare a lavorare e, tronfio delle lusinghe di Cocca Bella, decise di imbarcarsi su un mercantile per diventare Nostromo.
In porto era arrivato il mercantile “Pazienza” e si vociferava che il suo comandante fosse in cerca di giovani apprendisti per dare una mano al suo vecchio Nostromo.
Will si presentò a rapporto. Disse di saper volare come un falco e che voleva lavorare su quella nave. Quello doveva essere il suo posto.
Joe Jack era irritato dall'arroganza di Will ma in vita sua non si era mai fermato alle apparenze e decise di dargli una chance.
"Pazienza" salpò e Will fu chiamato sul ponte per conoscere Joe Falco, il Nostromo al quale avrebbe dato una mano. Will lo squadrò, lo guardò con sufficienza e tra se e se pensò: "sarà una passeggiata, questo vecchio babbione non riuscirà a starmi dietro ed il suo posto sarà mio".
Ma Will non era consapevole dei pericoli della navigazione, né tantomeno sapeva volare come diceva. Aveva doti e capacità, ma non riusciva ad esprimerli, accecato dall’arroganza com’era.
Decise di dare una dimostrazione della sua superiorità. Avrebbe fatto vedere a quel vecchio falco come sapeva volare lui. Salì sull'albero maestro e fece un balzo per spiccare il volo.
Aprì le sue ali e cominciò a batterle più forte che poteva, ma non succedeva niente, continuava a cadere. Per un attimo gli tornarono alla mente le parole di Cocca Bella. Gli diceva sempre che un giorno avrebbe volato alto e possente come un falco, ma solo ora si rendeva conto della realtà. Era un galletto e non aveva mai provato a volare prima. Le sue ali non erano adatte.
Cadde giù inesorabilmente. Un tonfo sordo ai piedi del Comandante Joe Jack, che, con lo sguardo triste ed una smorfia di dolore sul viso, chiamò la ciurma e gli chiese di raccoglierlo da terra e portarlo in infermeria.
Quel giovane, arrogante galletto avrebbe potuto essere un bravo Nostromo, ma non avrebbe mai potuto volare. Doveva solo ascoltare con umiltà quanto Joe Falco poteva insegnargli, seguire la parte buona della sua indole, senza soccombere alla comodità delle sterili lusinghe.
Joe Falco spiccò il volo. Doveva cercare ancora il giovane adatto da addestrare ed a cui lasciare finalmente il suo posto.
Il Comandante Joe Jack sentì una goccia cadere. Alzò gli occhi al cielo. C’era solo Joe Falco che volava maestoso in un cielo terso.

lunedì 6 aprile 2009

Solidarietà

Normalmente parliamo di cose belle, mare, natura, cucina... Ma oggi non si può non pensare a quello che è successo in Abruzzo.
Mio padre era abruzzese. Mia madre è abruzzese. Quasi tutti i miei parenti sono abruzzesi.
I luoghi che ora vediamo devastati sono quelli dove ho trascorso la mia infanzia e gran parte della mia adolescenza.
Questa notte giovani, anziani, bambini sono rimasti senza casa, per non parlare di chi ha perso la vita. Che Dio li accolga in pace.
Il gran cuore del popolo italiano ha messo in moto la macchina della solidarietà. Tutta Italia si è mobilitata per dare una mano ai propri fratelli. In questi momenti tragici viene fuori il meglio di noi. Non esiste destra e sinistra, nero e bianco. C'è solo un grande popolo, di cui sentirsi orgogliosamente parte.
Ma c'è un dettaglio che continua a tornarmi in mente, senza tregua. Qualcuno aveva predetto la catastrofe ed è stato deriso. La scienza ufficiale, i baroni, i professori, dicono che ciò che è sucesso era imprevedibile, ma rimane il fatto che qualcuno aveva comunque previsto qualcosa di tragico e non è stato ascoltato.
Come mai un popolo capace di tanta generosità ed altruismo, di tanta solidarietà, ha ancora pregiudizi e mancanza assoluta di umiltà nei confronti di possibili nuove teorie che non vengano partorite dal mondo scientifico convenzionale?
Qualsiasi cosa possa essere utile a salvare delle vite umane dovrebbe essere presa in considerazione, anche se si tratta di teorie non convenzionali e all'apparenza "bizzarre". ... Del resto qualche centinaio di anni fa qualcuno fu ucciso per aver affermato che la terra ruotava intorno al sole.
SOLIDARIETA'AI FRATELLI ABRUZZESI.

domenica 29 marzo 2009

Un giorno di pioggia: tempo di gamberi e zucchine


Oggi non possiamo andare al mare. Fuori piove e abbiamo tante cose da fare in casa. Allora attiviamo la fantasia e facciamoci aiutare dai profumi e dai sapori del mare.
Vediamo un po’cosa c’è nel frigo. Un cartoccio di gamberi freschi, una bottiglia di vino bianco, una zucchina, dei pomodori, una cipolla, …. nel freezer ci sono anche dei piselli e nella dispensa un pacco di trenette. Bene! Mi sembra ci sia tutto l’occorrente per un bel piatto di linguine al ragù di verdure con gamberi.
Diamoci da fare.
Prendiamo i gamberi, sgusciamoli e togliamo le teste. Una sciacquata e li teniamo da parte. Tagliamo la cipolla e mettiamola a soffriggere in una padella con coperchio.
Mentre la cipolla si imbiondisce tagliamo la zucchina ed il pomodoro a pezzettini. Quando la cipolla è imbiondita aggiungiamo le verdure tagliate, i gamberi ed i piselli, sale e pepe a piacere, copriamo il tutto e lasciamo cuocere per circa 15 minuti.
Intanto versiamo le trenette nell’acqua bollente.
Diamo una controllata al contenuto della padella, spruzziamo un pò di vino bianco e lasciamo per altri cinque minuti.
Bene. Scoliamo la pasta e versiamola nella padella con il ragù di verdure e gamberi. Saltiamo il tutto e versiamo in una spaghettiera. … Il pranzo è servito. Buon appetito.
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